{"id":1299,"date":"2022-04-20T17:18:47","date_gmt":"2022-04-20T17:18:47","guid":{"rendered":"https:\/\/studiolegalelovelli.it\/?p=1299"},"modified":"2022-04-20T17:20:54","modified_gmt":"2022-04-20T17:20:54","slug":"commette-il-reato-di-estorsione-il-datore-di-lavoro-che-obbliga-il-dipendente-ad-accettare-una-retribuzione-deteriore","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/studiolegalelovelli.it\/?p=1299","title":{"rendered":"Commette il reato di estorsione il datore di lavoro che obbliga il dipendente ad accettare una retribuzione deteriore"},"content":{"rendered":"<p style=\"font-weight: 400;\">Con la sentenza n. 3724\/2022 la Corte di Cassazione, Sez. II penale, ha annullato con rinvio la sentenza emessa dalla Corte di Appello de L&#8217;Aquila che aveva assolto (confermando la sentenza emessa dal GUP del Tribunale di Sulmona) dal reato di estorsione due datori di lavoro che avevano costretto, con minaccia larvata di licenziamento, due loro dipendenti ad accettare trattamenti retributivi deteriori.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">La Suprema Corte si \u00e8 pronunciata a seguito del ricorso presentato dai due lavoratori con il quale veniva dedotta la violazione del principio di diritto pi\u00f9 volte affermato dai Giudici di legittimit\u00e0 secondo cui il reato di cui all\u2019art. 629 c.p. \u00e8 ravvisabile nella condotta del datore di lavoro che, approfittando delle condizioni del mercato del lavoro, costringe il lavoratore subordinato, con minaccia larvata di licenziamento, ad accettare trattamenti retributivi deteriori.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">Secondo i ricorrenti, infatti, la sentenza del Giudice di secondo grado sarebbe stata viziata in quanto non ha rilevato la presenza di una minaccia implicita (consistita nella prospettiva di non reperire un altro impiego) e non ha tenuto conto delle condizioni retributive inadeguate rispetto alle condizioni di lavoro disumane cui erano sottoposti i ricorrenti.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">La Cassazione ha riconosciuto che la compresenza di tali elementi configurerebbe il reato di estorsione cos\u00ec come contestato nel capo di imputazione. Infatti, la stessa nozione di minaccia implica proprio che sia rimessa alla vittima del reato la scelta della condotta ultima da adottare ma pur sempre nella consapevolezza che, ove questa dovesse risultare diversa da quella rappresentata e pretesa dal soggetto attivo del reato, si avrebbe la conseguenza del male ingiusto prospettato.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">Pertanto, proprio per questa caratteristica, l\u2019estorsione \u00e8 il tipico reato per la cui configurazione \u00e8 richiesta la cooperazione della vittima la cui volont\u00e0 \u00e8 stata coartata dal soggetto attivo del reato.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">Da ci\u00f2 discende che la rimessione al soggetto passivo della scelta della condotta da adottare in concreto non rappresenterebbe un elemento valido per escludere la sussistenza della minaccia e, con essa, dell\u2019estorsione.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">Peraltro, a tutto questo si aggiunga il fatto che i lavoratori ricorrenti venivano sottoposti a turni di lavoro ininterrotti, ben oltre gli orari pattuiti, per espletare attivit\u00e0 non rientranti nelle proprie mansioni, con un trattamento retributivo del tutto inadeguato rispetto alle ore lavorative effettivamente svolte ed alle attivit\u00e0 effettivamente espletate.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">Considerati tutti questi elementi, la Cassazione ha enunciato il principio secondo cui \u00ab<em>i<\/em><em>ntegra il delitto di estorsione la condotta del datore di lavoro che, approfittando della situazione del mercato del lavoro a lui favorevole per la prevalenza dell&#8217;offerta sulla domanda, costringe i lavoratori, con minacce larvate di licenziamento, ad accettare la corresponsione di trattamenti retributivi deteriori e non adeguati alle prestazioni effettuate<\/em>\u00bb.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">La Suprema Corte, dunque, ha preso nettamente le distanze dalla conclusione cui sono giunti i Giudici di merito, i quali hanno erroneamente ritenuto che ai fini della configurabilit\u00e0 del reato di estorsione, oltre agli elementi costituitivi propri della fattispecie criminosa <em>de qua<\/em>, occorra anche un ulteriore requisito, ovvero una particolare condizione soggettiva della persona offesa indicata in una non meglio specificata \u201cpeculiare condizione di debolezza\u201d dovuta al contesto economico di appartenenza ed all\u2019ambiente familiare di provenienza.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">Gli Ermellini, infatti, hanno ribadito che tale ulteriore requisito non \u00e8 richiesto al fine della configurazione del reato che, invece, si realizza nel momento in cui il datore di lavoro prospetta la perdita dell\u2019impiego, approfittando della naturale condizione di prevalenza che veste rispetto al lavoratore subordinato ed alla strutturale condizione a lui favorevole della prevalenza dell\u2019offerta sulla domanda di lavoro.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">In conclusione, secondo i Giudici di legittimit\u00e0, ci\u00f2 che ammanta di rilevanza penale una siffatta condotta \u00e8 la circostanza che il datore di lavoro coarti il lavoratore nel senso di accettare condizioni di lavoro inique e deteriori dietro la minaccia dell\u2019interruzione del rapporto di lavoro, restando indifferente il contesto socio ambientale e familiare in cui tale coartazione viene attuata.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: right;\"><strong><em>Dott. Alessandro Lovelli<\/em><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Con la sentenza n. 3724\/2022 la Corte di Cassazione, Sez. [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":1301,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[1],"tags":[54,42,55,53,56,57,8],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/studiolegalelovelli.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/1299"}],"collection":[{"href":"https:\/\/studiolegalelovelli.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/studiolegalelovelli.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/studiolegalelovelli.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/studiolegalelovelli.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=1299"}],"version-history":[{"count":3,"href":"https:\/\/studiolegalelovelli.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/1299\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":1303,"href":"https:\/\/studiolegalelovelli.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/1299\/revisions\/1303"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/studiolegalelovelli.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/1301"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/studiolegalelovelli.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=1299"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/studiolegalelovelli.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=1299"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/studiolegalelovelli.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=1299"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}